COMUNICATO SINDACALE MERANESE SERVIZI SPA

AL COMUNE DI AREZZO LAVORATRICI

IN APPALTO SENZA DIRITTI E SOTTOPAGATE

Arezzo -

L'Unione Sindacale di Base chiede che siano riconosciuti diritti e dignità alle lavoratrici delle pulizie in appalto presso il Comune di Arezzo ed è dovere del Sindaco, della Giunta unitamente ai Consiglieri prendere atto di tale disagio e aprire un tavolo di confronto.

Le operatrici in appalto sono 24, di cui 13 soggetti svantaggiati, con l. 381.

Ci troviamo davanti al solito cambio appalto a ribasso che grava sul salario dei lavoratori:

– Tutte le lavoratrici operano con contratti inferiori alle 14 ore settimanali e alle 2 ore giornaliere previste dal CCNL applicato, per esempio alcune lavorano con contratti di assunzione di 2,15/3,50 h. settimanali.

– Le ore messe a disposizione per svolgere il servizio presso Palazzo Priori e Palazzo Sabatini sono insufficienti, per i carichi di lavoro estenuanti: 15,5 ore settimanali per sanificare una superficie di 5500 mq.

– Le ore previste dal bando per la pulizia di teatri, mostre ecc. non sono all'interno dei contratti lavorativi, ma imposte alle lavoratrici come ore supplementari, che non vengono percepite interamente in busta paga.

– La serietà dell'impresa nell’organizzazione del lavoro è inesistente: i lavoratori sono costretti ad usare la propria macchina per portare prodotti e materiali, inoltre non avendo il permesso ZTL sono costretti a portarli a mano nei luoghi in cui vanno utilizzati.

Il Comune ha accettato di incontrare le lavoratrici insieme alla parte sindacale che le rappresenta e di fronte alla situazione si è impegnato a convocare la ditta per avere un confronto a gennaio.

Ne va della dignità e dei (pochi) diritti dei lavoratori.

Inoltre riteniamo basilare che il Committente vigili sulle ditte che gestiscono gli appalti.

Quando un servizio pubblico viene affidato ad un privato tramite una gara d'appalto, vuol dire che dei soldi pubblici vengono erogati a privati per gestire al meglio tale servizio, di conseguenza è responsabilità della Pubblica Amministrazione accertarsi che questi soldi della comunità siano impiegati al meglio affinchè torni ai cittadini un servizio valido. Non si dimentichi, inoltre, che le lavoratrici in questione, sono prima di tutto delle cittadine e non è ammissibile che vengano sfruttate in questo modo, mentre forniscono un servizio essenziale per quello che oltre ad essere un luogo di lavoro è prima di tutto il proprio Comune.

Durante l'incontro di ieri con gli Assessori del Comune di Arezzo abbiamo riscontrato interesse a risolvere la controversia in atto per il riconoscimento dei diritti e della dignità delle lavoratrici e della genuinità dell'appalto.

Tuttavia consideriamo la misura colma e dunque, fintanto che non si sarà chiarita la controversia, le lavoratrici proclamano lo stato di agitazione immediato e lo sciopero di tutte le ore supplementari/straordinarie e si riservano di valutare altre azioni di lotta utili nei prossimi giorni per far valere i loro diritti di lavoratrici.

Arezzo, 15\12\2017

 

U.S.B. - Lavoro Privato