Contratto Metalmeccanici: Cambiare si può

Firenze -

Il rinnovo del contratto metalmeccanici del 2016 (Legge di stabilità dal 1/01/2016) è stato il peggiore di sempre, e nonostante ciò, si sono viste le firme di tutti i tre sindacati confederali.

In questi due anni l'USB ha continuato a battersi, soprattutto per la libera scelta dei lavoratori, affinchè possano optare per la monetizzazione del welfare aziendale, per la non adesione a Metasalute e vedersi quindi versati i contributi in busta paga.

 

La scelta di dare l'aumento contrattuale sottoforma di welfare è lesiva della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, indebolendo oltremodo lo stato sociale. Le aziende non pagano le tasse sui voucher, questo implica la ulteriore crescita del debito pubblico a svantaggio non certo di banche e industriali, ma di chi ha bisogno dello stato sociale e dunque, nostro. Questi soldi in più che vengono erogati tramite welfare sono soldi che le aziende tolgono a tutti. È molto difficile che i lavoratori – attanagliati dalla morsa della difficoltà di arrivare a fine mese – rinuncino ai ghiotti voucher in cambio della monetizzazione che è della metà circa, eppure si tratta di comprendere che quei soldi che l'azienda risparmi in tasse, impoveriscono tutti e arricchiscono solo chi fa parte del sistema capitalistico tramite piattaforme digitali.

 

Grave colpa dei sindacati che hanno firmato il rinnovo del contratto metalmeccanici è proprio quello di aver reso il welfare aziendale non una scelta, ma un'imposizione senza aver fornito spesso una adeguata e dettagliata informazione in merito soprattutto in ambienti lavorativi di piccole medie imprese; l'unico aumento contrattuale previsto è sotto forma di voucher, dove la possibilità di spesa sarà veicolata verso il distributore già scelto e sarà difficile che il buono possa essere speso presso un piccolo esercente: ad essere preferita sarà sempre di più la grande distribuzione.

Anche con Metasalute, oltre al welfare aziendale, viene dato un grave colpo a tutto ciò che è servizio pubblico, impoverendolo più di quanto non lo sia e destinando in qualche modo alla sua sparizione e favorire a breve la nascita di servizi privati sanitari, d’ istruzione, etc.

Il problema serio è che il welfare lega e fidelizza il lavoratore all'azienda: chi perde il lavoro, perde l'assicurazione medica, il fondo pensionistico, servizi aziendali (dal nido ai buoni benzina etc): una volta smantellato lo stato sociale, questi servizi non li ritroverà nel pubblico. Un passo in più verso la ricattabilità e la fine di qualsiasi possibile confronto per una libera scelta ma anche verso la fine di ogni possibile conflittualità sindacale.

 

USB per tali motivi è assolutamente contraria al welfare, a costo di apparire ideologica agli occhi di chi preferisce avere € 150,00 in voucher invece di € 75,00 monetizzati in busta paga:

 

crediamo che il salario e la libertà di scegliere come spenderlo siano un intoccabile diritto dei lavoratori.

 

Per questo – come già è accaduto alla San Polo Lamiere di Parma nel maggio 2017 e alla CSO srl Scandicci (FI) con l’accordo firmato il 10 settembre – lavoreremo per accordi di libera scelta affinchè ciascun lavoratore possa almeno scegliere se ricevere voucher e sanità privata o monetizzazione con relativi contributi pagati.

 

USB Toscana - Settore Metalmeccanici

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