Firenze: Assistenza domiciliare: Coronavirus: una settimana senza sicurezza negli appalti del Comune !

Firenze -

Gli operatori del servizio di assistenza domiciliare, appartenenti alla Cooperativa di Vittorio, che lavorano in appalto per il Comune di Firenze  chiedono spiegazioni ed informazioni in materia di    dispositivi di protezione individuale per poter svolgere in sicurezza i servizi, in tempi di estrema emergenza virus covid-19.

In particolare, chiedono informazioni sulle mascherine.

Le motivazioni per la quali nella settimana appena trascorsa, all’indomani dell’ultimo  DPCM che ha dichiarato tutto il Paese zona protetta, il modello di mascherina che veniva dato prima del virus ai lavoratori è stato sostituito con un modello diverso. Questo nuovo modello è stato fornito agli operatori per un numero di tre mascherine per operatore una volta soltanto, per poi successivamente tornare a fornire il vecchio modello, pertanto dicendo agli operatori “non ci sono rimaste che queste”, affermazione che ha creato molta perplessità e sbigottimento tra i lavoratori che non si sentono sicuri adesso ad utilizzare tali mascherine, queste stesse mascherine riteniamo non siano sufficientemente capienti e resistenti.

Dal momento che le mascherine vengono date al lavoratore inserite dentro a una busta per le lettere, senza caratteristiche tecniche sull’utilizzo, non sono  in grado di capire se il modello che la cooperativa è tornata a fornire sia idoneo per far fronte alla minaccia del virus.

Chiedono  inoltre, informazioni sulla corretta modalità di utilizzo dato che dalla cooperativa non ci è stata data nessuna indicazione a riguardo. Domandano  se le mascherine possono essere utilizzate nel numero di una al giorno oppure se sono, come crediamo, usa e getta, dato che va tenuto presente il fatto che si spostano da un domicilio all’altro, che durante lo svolgimento del servizio non possono  garantire il metro di distanza (aumentando così il rischio di in una possibile contaminazione della mascherina) e che alcuni di loro non si spostano in auto, quindi in un ambiente protetto, ma in motorino, in bicicletta o a piedi.

Ci preme segnalare anche la tipologia di camici che li viene fornita, sono infatti assai preoccupati per il materiale scarsamente resistente di cui sono fatti

Vogliono infine con questa nota avvisare che se non verranno date informazioni sul corretto utilizzo dei dpi e se non  verrà fornito il giusto numero degli stessi, gli operatori si troveranno nella condizione di non poter più presentarsi al  lavoro.

Si è conclusa una settimana drammatica, per i lavoratori del sociale e del settore sanitario

Abbiamo lottato contro la paura, di infettarci e di poter infettare i nostri pazienti.
Contro la carenza dei dispositivi di protezione e la mancanza di organizzazione.
E allora ci siamo organizzati da soli, facendo forza sul collettivo, su i delegati sindacali, la solidarietà.

Ci aspetta un'altra settimana di fuoco. Nella consapevolezza che la sicurezza dei lavoratori non si tocca.

 

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