FONDAZIONE DON GNOCCHI: NON FIRMATE ACCORDI AL RIBASSO IN NOSTRO NOME!

A Tutte/tutti le/i lavoratrici/lavoratori della Fondazione Don Gnocchi

NON FIRMATE ACCORDI AL RIBASSO IN NOSTRO NOME!

 

La mobilitazione e la protesta dei lavoratori degli ultimi mesi, ha costretto la Fondazione ad una marcia indietro rispetto alla decisione di applicare il contratto nazionale Aris, non ultima anche la preoccupazione di vedersi trascinata dai lavoratori in un contenzioso legale di massa, contro il passaggio unilaterale ad un contratto che peggiora illegittimamente le condizioni economiche, annunciato dalla diffida USB di gennaio. Ora è da capire se questa decisione apre prospettive positive per i lavoratori, oppure è un’ennesima pantomima per raggiungere sempre lo stesso obiettivo: ridurre la retribuzione e i diritti dei lavoratori del Don Gnocchi.

Se la fondazione continua a lamentare “problemi di sostenibilità” dettati dalla rincorsa al profitto e mascherandosi dietro alla spending review, cosa potrà portare ai lavoratori questa nuova trattativa con i sindacati?

Secondo noi nessuna buona nuova!

La Fondazione non pare abbia deciso di rinunciare all‘applicazione del contratto Aris, perchè mentre si impegna a sospenderlo temporaneamente per il personale in forza al 6 dicembre per favorire l‘accordo con i sindacati, ha già effettuato assunzioni di personale nel mese di febbraio, proprio con questo nuovo contratto

alle OO.SS. Chiamate a “rinforzare la disciplina contrattuale in essere” non resta che rivendicare l‘applicazione dell‘accordo di crisi.

Comunque la si giri la soluzione che verrà fuori dal cilindro del ritrovato “confronto costruttivo” sarà sempre lacrime e sangue per i lavoratori.

USB è contraria a qualunque soluzione che scelga di scaricare ancora sui lavoratori la presunta crisi aziendale e su questo continuerà ad agitare la mobilitazione sia nei centri a livello territoriale che con iniziative nazionali. USB comunque è in attesa della definizione del vertenza legale promossa contro le 80 ore a debito sancite con l’accordo di crisi, di cui la prossima udienza è fissata per il 17 febbraio.

Non possiamo lasciare che si decida sulle nostre spalle ancora una volta. Facciamo sentire la nostra voce per fermare l‘ennesimo accordo al ribasso.

USB Lavoro Privato

 

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