L’alternanza scuola lavoro sicura non esiste, abolire subito i Pcto. USB Livorno manifesta con gli studenti e le studentesse venerdì 20 gennaio alle 9 in piazza Cavour

Livorno -

Venerdì 20 gennaio anche a Livorno gli studenti e le studentesse torneranno in piazza per una manifestazione convocata sulla base di una piattaforma che, come Unione Sindacale di Base Livorno, abbiamo deciso di sostenere attivamente. Contro i tagli all’istruzione che si traducono in un generale deterioramento delle strutture scolastiche, mancanza di materiale, assenza di spazi adeguati per laboratori e altre necessità per gli studenti e le studentesse e soprattutto carenza di personale. Tutto ciò a fronte di un aumento vertiginoso delle spese militari.

Saremo in piazza con gli studenti e le studentesse livornesi per ribadire la nostra posizione chiara sulla cosiddetta “alternanza scuola lavoro”, i Pcto. Già più volte come Unione Sindacale di Base e Rete Iside Onlus ci siamo battuti con forza contro il sistema di sfruttamento insito nell’alternanza scuola lavoro inaugurata dal governo Renzi. Le morti di Lorenzo Parelli, diciottenne deceduto durante uno stage, Giuseppe Lenoci, morto a sedici anni durante un apprendistato e Giuliano De Seta travolto da un blocco d’acciaio di più di una tonnellata presso la ditta Bc Service di Noventa di Piave il 16 settembre scorso, sono stati i casi più tragicamente eclatanti, ma sono stati decine gli infortuni gravi che gli studenti hanno subito durante ore di alternanza o altre attività lavorative spacciate come formazione: ricordiamo ad esempio il giovane gravemente ustionato a Merano, lo scorso 21 maggio. L’alternanza scuola lavoro, così come i suoi derivati, mette in dubbio il ruolo che dovrebbe rivestire la scuola pubblica: quella di formare persone ed istruire i giovani. Gli studenti, infatti, non dovrebbero mai trovarsi in una fabbrica, o altro luogo, a lavorare ma in una classe ad imparare.

Abbiamo ribadito con forza questo concetto anche durante il recente incontro tra governo e parti sociali della scorsa settimana. Viviamo in un paese in cui tre lavoratori al giorno perdono la vita, assassinati nei posti di lavoro senza che nessun responsabile venga punito. Il caso di Luana D’Orazio è quello più emblematico, i titolari dell’azienda che avevano consapevolmente manomesso i sistemi di sicurezza sono stati condannati a due anni con la condizionale. Anche per questo motivo USB si batte per l’introduzione, nel nostro ordinamento, del reato di omicidio sul lavoro.

 

Unione Sindacale di Base Livorno

 

Livorno 16 gennaio 2022