Livorno, Shangai: le famiglie "truffate" manifestano di fronte alla Banca di Credito Cooperativo

Livorno -

Inquilini a canone concordato hanno manifestato davanti alla banca di Castagneto Carducci in via Lanzi (traversa di via Cairoli)

"Il nostro futuro vale di più dei vostri profitti"

Questa mattina una delegazione di inquilini dei civici 24 e 26 di via Giolitti nel Quartiere Shangai, insieme al sindacato Asia-USB, ha manifestato dalle ore 12 di fronte agli uffici della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci in via Lanzi.

Stiamo parlando di uno stabile che venne edificato grazie a finanziamenti pubblici regionali su un terreno del Comune ma inspiegabilmente "regalato" ad una cooperativa privata, la Consabit. Era il periodo in cui il Partito Democratico sponsorizzava la collaborazione pubblico/privato come unica soluzione per l'emergenza abitativa.

Questo immobile, a tutti gli effetti da considerare come edilizia residenziale pubblica rischia di essere messo all'asta. Tutto ciò perché la cooperativa è entrata in crisi a seguito del mancato pagamento di un mutuo. Un prestito (contratto con la Banca di Castagneto) che, da quel che sappiamo, non ha nulla a che vedere con l'immobile in questione.

Stiamo portando avanti una interlocuzione con il Comune e la Regione affinché si riesca a "riportare" l'intero immobile nelle disponibilità dell'ente pubblico. Sia per salvaguardare le famiglie che vivono all'interno e che DEVONO continuare a farlo ma soprattutto per salvare un bene che appartiene a tutti noi e che rischia di finire in mani private per colpa di un progetto assolutamente fallimentare che fu da noi contestato già al tempo.

Nel frattempo, nonostante gli inquilini abbiano sempre pagato (affitti anche piuttosto alti) e continuino a pagare il custode giudiziario, nominato da Tribunale vorrebbe mettere all’asta l’intero stabile.

In tutto ciò la banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci, che da anni si vanta in città della sua vocazione “sociale” ha venduto il suo credito ad un soggetto terzo. Un’agenzia di riscossione crediti. In questo modo, nonostante vi sia la concreta possibilità di trovare un accordo per chiudere il contenzioso una volta per tutte, (saldando parte del debito direttamente con i soldi delle famiglie) la Banca dice di non avere più gli strumenti per poter gestire la situazione.

Ovviamente non ci fermeremo qui. L’obiettivo principale resta sempre quello dell’acquisizione da parte del Comune dell’intero immobile senza aggravio di spese (visto che è stato costruito con soldi pubblici) e del ricalcolo del canone che non è di certo “calmierato” come dice la legge.

Asia-USB Livorno

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