Sciopero manutenzione ferroviaria toscana: incrociamo le braccia per il nostro futuro

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A due anni dalla riorganizzazione del settore manutenzione di RFI, i problemi già da noi più volte denunciati non solo persistono, ma si sono ulteriormente aggravati.

L’azienda, invece di affrontarli e risolverli, continua a perseguire accordi territoriali finalizzati ad aumentare ulteriormente i carichi di lavoro e la produttività. In questo contesto, parlare di diritti, tutela della salute e sicurezza sembra non essere più una priorità.

Questa cattiva organizzazione crea difficoltà anche all’azienda stessa, che reagisce scaricando le proprie inefficienze sui lavoratori: pretende sempre di più, ignorando gli accordi già in essere o interpretandoli in modo unilaterale e conveniente.

Nemmeno le numerose segnalazioni agli organi competenti sono riuscite a fermare questo atteggiamento padronale da parte di RFI.

Non possiamo aspettare l’ennesimo evento tragico sul lavoro. Dobbiamo agire ora: dopo sarà troppo tardi e, ancora una volta, sarà facile indignarsi a posteriori, come già accaduto in passato.

Tutto questo avviene mentre vengono destinate ingenti risorse pubbliche per garantire la movimentazione di materiale bellico sulla rete ferroviaria: miliardi di euro per guerra e riarmo, mentre i salari e il potere d’acquisto dei lavoratori continuano a essere erosi dall’inflazione. Mentre il nostro lavoro non è neanche considerato usurante ai fini pensionistici.

Per questo incrociamo le braccia: per difendere i nostri diritti, la nostra sicurezza e il nostro futuro, e per contrastare queste politiche che riteniamo inaccettabili.

Verso la manifestazione operaia del 23 maggio.

 

Manutenzione ferroviaria USB Toscana